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Approfondimenti
Come ci muoviamo in Italia
Nel 2007, ciascun italiano ha compiuto almeno tre viaggi al giorno, impiegando mediamente 65 minuti del proprio tempo su mezzi di trasporto e compiendo in tutto 37 chilometri. Viaggiando cioè ad una velocità media di 35 chilometri all'ora. Ovvero alla velocità media di un ciclista allenato: eppure andiamo a piedi o in bici “solo” nel 20,4% dei nostri spostamenti e usiamo l'automobile nell'83% dei viaggi motorizzati, per il 5% la moto o lo scooter e solo nel 12% i mezzi pubblici. Non solo: ogni automobile è occupata mediamente da una persona, solo un'automobile su dieci trasporta due o più passeggeri. A descrivere questo quadro impietoso della mobilità con cui si spostano le persone è l'Isfort, l'Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per il trasporto che ogni sei mesi elabora e mette in rete (www.isfort.it) un Rapporto sulla mobilità degli Italiani frutto di oltre 15 mila interviste ad un campione rappresentativo della popolazione. Disponiamo così non solo di una descrizione del nostro modo di muoverci, ma possiamo anche individuare fluttuazioni e tendenze nel tempo delle nostre abitudini e preferenze. Vediamo un po' nel dettaglio il quadro che ne emerge.
Ci muoviamo in tanti. L'81,4% degli intervistati dichiara di aver effettuato almeno uno spostamento superiore ai 5 minuti al giorno feriale: 3,6% meno di sette anni fa, nel 2000. Segno probabilmente di un invecchiamento della popolazione: una minoranza crescente non può o non ha più voglia di muoversi.
Ogni giorno compiamo numerosi spostamenti quotidiani mettendoci sempre più tempo. Nel 2007 sono stati 3,12 in 64,9 minuti, il livello più alto raggiunto dal 2000 ad oggi, quando impiegavamo 58,2 minuti.
Il tempo libero è ormai la prima motivazione per spostarsi: 33,9% delle ragioni dichiarate, mentre diminuiscono i viaggi per lavoro (dal 36,3% nel 2000 al 29,5% nel 2007), recentemente superati anche dai viaggi per la gestione familiare (31,3% oggi e solo 26,7% sette anni fa). I viaggi per ragioni di studio oscillano negli stessi anni tra i 5,2% e l'8,7%.
I nostri viaggi sono brevi. Di grande interesse è la distanza media per ogni viaggio (vedi tabella 1): tende ad aumentare, ma rimane bassissima. Il 30,8% dei nostri spostamenti è inferiore ai 2 chilometri (erano il 37% sette anni fa). E sin qui si potrebbe anche andare a piedi, ci si mette al massimo 20 minuti per giungere a destinazione. Il 74% sono viaggi inferiori ai 10 chilometri, distanza tranquillamente percorribile in bicicletta in 40 minuti al massimo. Solo il 2,9% dei viaggi (2,4 sette anni fa) è più lungo di 50 chilometri.

Tabella 1: Evoluzione negli anni del raggio della mobilità(spostamenti per lunghezza del percorso, valori percentuali).
MOBILITA' 2000
2002
2003
2004
2006
2007
 di prossimità (entro 2 km)
 37,238,6
35,4
35,5
34,3
30,8
 a corto raggio (tra 2 e 5 km)
 23,925,3
24,6
23,5
21,9
22,0
 locale (tra 5 e 10 km)
 17,618,2
20,9
24,3
18,5
20,6
 a media distanza (tra 10 e 50 km)
 18,916,1
17,5
15,7
22,8
23,7
 a lunga distanza (oltre 50 km)
 2,41,8
1,6
1,0
2,9
2,9
  100,0100,0
100,0
100,0
100,0
 100,0
Fonte: indagine Isfort, Audimob 2007

Attenzione, stiamo parlando di medie nazionali: fanno quindi media anche le migliaia di uomini e donne che vanno in giornata in aereo da Milano a Roma, così come chi non esce dal proprio quartiere. Chi percorre spostamenti più lunghi abita in genere nei paesi o nella cintura delle aree metropolitane: si tratta in genere di studenti e lavoratori di età inferiore ai 45 anni. Al contrario sono più rari gli spostamenti oltre i 10 chilometri dei disoccupati, delle casalinghe o dei pensionati. In ogni caso, la macchina (o l'autobus, il treno o persino l'aereo) si giustifica solo nel 26% dei nostri spostamenti, come mai invece la usiamo nell'82% dei casi? Eppure l'automobile costa, è ingombrante (da parcheggiare), è inquinante, è pesante (rispetto al peso dei viventi con bagagli che trasporta); perché è comunque preferita e considerata più comoda e vincente?
Cerchiamo di immaginarci una risposta semplice. Molti di noi escono di casa non più dal portone, ma direttamente dal garage. Le abitazioni moderne hanno a disposizione box sempre più capienti, capaci di contenere anche due auto (la piccola city car e la station wagon per le gite), una o più moto, biciclette, di cui alcune arruginite. L'unica scelta che compiamo è quale mezzo di trasporto useremo per uscire dalla nostra proprietà, sapendo che quella scelta condizionerà poi tutti gli spostamenti della giornata, sino al ritorno alla sera. E' sufficiente che uno degli spostamenti quotidiani sia vincolato all'auto perché non esistono mezzi pubblici (o non sono disponibili nel momento in cui ne abbiamo bisogno), perché un tratto di strada sia precluso alla bicicletta a causa di una galleria o di un cavalcavia, che la nostra scelta diventa obbligata. Talvolta anche solo per pigrizia o per timore di non sfigurare. Usa infatti l'automobile chi va al lavoro (nel 75,6% dei casi), chi deve sbrigare adempimenti familiari (nel 66,3% dei casi) e chi vuole uscire, prevalentemente alla sera, per tempo libero (63,5%). Solo gli studenti usano prevalentemente il mezzo pubblico (47,1% dei casi).
Come è quindi possibile liberarsi, se davvero lo desideriamo, dal giogo dell'automobile di proprietà? Forse solo ad una condizione: che sia disponibile, nel momento e nel luogo in cui ne abbiamo bisogno, una alternativa di trasporto più funzionale, più adatta al percorso che si deve di volta in volta coprire, più pratica da posteggiare o abbandonare. Proviamo ad immaginare di uscire dal portone di casa leggeri sui nostri piedi o al massimo in bicicletta e che, percorso il primo tratto del nostro spostamento quotidiano, si possa trovare un mezzo pubblico (magari in cui si possa portare la bici) con il quale recarsi al lavoro o a scuola. Che per i successivi spostamenti si possano trovare facilmente biciclette, scooter o auto in condivisione, taxi collettivi o individuali, autobus a chiamata, treni o pullman ben sincronizzati in modo da non perdere mai la coincidenza. Proviamo ad immaginare infine che una simile pluralità di mezzi di trasporto sia in parte accessibile anche di notte, per avere la certezza di non trovarsi mai abbandonati fuori casa. Allora, a tutte queste condizioni, siamo sicuri che l'automobile di proprietà sia ancora la scelta privilegiata?
Ebbene, l'Isfort dal 2002 ci interroga anche sulla soddisfazione per i mezzi di trasporto, chiedendo al campione di italiani di dare un voto ai diversi mezzi di trasporto che usano (vedi tabella 2). Vincono le due ruote (moto e bicicletta in crescita di consensi), poi viene l'auto privata. Tra i mezzi pubblici vince la metropolitana seguita dall'aereo: all'ultimo posto viene il treno dei pendolari.

Tabella 2: la soddisfazione per mezzi di trasporto negli anni (valori medi, voto da 1 a 10)
 MEZZO DI TRASPORTO
 20022003
2004
2005
2006
2007
 bicicletta8,1
8,2
8,0
8,1
8,0
8,2
 moto, scooter
8,0
8,2
8,0
8,4
8,4
8,4
 auto privata
7,5
7,6
7,5
8,0
8,2
8,0
 autobus, tram
6,3
6,4
6,2
6,3
6,3
6,0
 metropolitana6,7
6,9
6,7
6,9
7,1
7,2
 autobus extraurbano
6,6
6,7
6,6
6,6
6,5
6,6
 treno locale
  6,7
6,0
6,0
6,0
 treno intercity
  7,2
6,7
6,7
6,6
 treno6,6
6,8
7,0
6,3
6,3
6,3
Fonte: indagine Isfort, Audimob della mobilità 2007

E il perché è presto detto: mancano i treni, quelli che ci sono sono vecchi, mal tenuti, con le porte che non si aprono, pieni di spifferi, troppo freddi o troppo caldi, sporchi, zeppi da stare in piedi e spesso in ritardo. Il Dossier 2008 della campagna “Pendolaria” di Legambiente (vedi www.legambiente.eu) ne dà la spiegazione impietosa: “A fronte di un aumento crescente della domanda di trasporto pendolare (+ 14,5% tra il 2001 e il 2007 dati Censis) lo Stato nel 2008 riduce le risorse dell’8,5% rispetto al 2007 e non raggiunge neanche la somma di 1.215 milioni di euro che stanziò nel 2000.
Senza interventi urgenti, insomma, la crisi del trasporto ferroviario locale è una certezza sempre più vicina. Il trasporto ferroviario dipende dalle regioni, ebbene, nessuna regione arriva ad investire l’1% del proprio bilancio per i treni pendolari e anche dove i fondi vengono stanziati il divario con altre voci di spesa, come quella per strade, autostrade e linee ferroviarie ad alta velocità, è abissale. Anche in Lombardia, dove i finanziamenti per la mobilità pendolare sono i più alti (0,62% del bilancio), la spesa pubblica prevista per realizzare nuove autostrade (3 miliardi di euro per 420 km tra Pedemontana, Brebemi, Tangenziale EstEsterna, Cremona-Mantova, Broni-Mortara, Tibre, Boffalora-Malpensa, Rho-Monza) è più del doppio dell’intero contratto nazionale con Trenitalia...
A questo quadro dipinto dalle Regioni si aggiunge quello dello Stato che con l’ultima Finanziaria ha addirittura diminuito i trasferimenti previsti per il servizio ferroviario regionale di ben 438 milioni di euro rispetto al 2007. Un taglio rilevante, che porta i finanziamenti al di sotto di quelli del 2000 e che potrebbe far sparire, secondo Trenitalia, un treno ogni quattro del servizio regionale già dall'aprile 2008. Alla faccia del “piano per 1000 nuovi treni per i pendolari entro il 2011” annunciato dal Governo a maggio 2007...
Anche secondo i dati del Censis la mobilità pendolare nel nostro Paese (ovvero gli spostamenti giornalieri sistematici per motivi di studio o lavoro al di fuori del proprio Comune) è molto cresciuta passando da 8,7 milioni di persone nel 1991, a 9,6 milioni del 2001 per arrivare a 13,1 milioni del 2007. Una quota minoritaria, a differenza degli altri Paesi europei, ma in costante crescita e che viaggia in auto proprio per la mancanza di investimenti per il trasporto pendolare. Coloro che si muovono in treno sono insomma “solo” 1,9 milioni di persone, il 14,8%, soprattutto concentrate nelle zone limitrofe alle città metropolitane: Milano e Roma in primo luogo, Torino, Genova, Bologna, il quadrilatero Veneto (Treviso, Padova, Vicenza, Mestre), Firenze, Napoli, e con minore intensità Bari, Reggio Calabria e Palermo. Ed è una domanda per spostamenti di breve distanza - 24,2 km lo spostamento medio - e concentrati in alcune ore della giornata (dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 19).”

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